A 3.000 metri di quota, il Songtsam Travel Hotel Jiuzhai porta l’ospitalità nel cuore delle montagne di Jiuzhaigou. Firmato Thinking Design, il resort trasforma un piccolo villaggio di case in legno in un rifugio sospeso tra cielo, foresta e paesaggio
A 3.000 metri di altitudine, su un crinale di Jiuzhaigou, otto piccole abitazioni in legno compongono quello che è considerato il più piccolo villaggio della Cina. Un insediamento minimo, immerso tra abeti, rocce, nuvole e vento, che il progetto di Thinking Design trasforma in un resort dall’atmosfera incantata.
L’intervento assume il paesaggio e la natura come principi progettuali. Più che rinnovare l’esistente, lavora per continuità: recupera il legno invecchiato, reinterpreta le abitazioni tradizionali e ripropone materiali e soluzioni costruttive legate al paesaggio montano.
Il resort comprende 12 unità indipendenti, distribuite in quattro gruppi. Questa organizzazione permette di adattare ciascun gruppo alla conformazione del terreno e di mantenere un rapporto diretto con il paesaggio.
Anche la distribuzione degli interni segue questa logica. La suite non è un ambiente unitario, ma una successione di spazi con differenti gradi di apertura e intimità. Il soggiorno occupa una posizione intermedia tra la dimensione privata della camera e quella più ampia del paesaggio. È uno spazio raccolto, pensato per accompagnare il passaggio dall’interno all’esterno e rallentare il ritmo prima dell’immersione nella natura.
Le grandi superfici vetrate trasformano le camere in punti di osservazione privilegiati: dalle nuvole basse del mattino al cielo stellato della notte, la percezione dell’ambiente cambia insieme alle condizioni atmosferiche e alla luce.
L’architettura guarda alla tradizione abitativa tibetana e ne riprende alcuni elementi distintivi, dalle coperture in scandole di legno alle tegole. Il linguaggio è volutamente essenziale: il legno domina strutture, rivestimenti e dettagli, stabilendo una continuità visiva e materica tra gli edifici e il bosco circostante.
Anche l’esperienza sensoriale contribuisce a definire l’architettura. Vento, luce, profumi e suoni entrano negli spazi aperti e ne modificano continuamente l’atmosfera. L’obiettivo non è rappresentare la natura, ma costruire con lei un rapporto diretto, attraverso una successione di soglie, viste e ambienti protetti.
Il legno torna protagonista anche negli spazi dedicati al benessere. All’interno delle suite, le vasche per l’immersione sono avvolte da superfici lignee naturali, dando forma a piccoli ambienti raccolti in cui acqua e materia costruiscono un’atmosfera silenziosa.
Nella lobby, l’ambiente abbandona l’immagine impersonale dell’hotel contemporaneo per assumere l’atmosfera di un soggiorno domestico. Il soffitto è rivestito con pannelli di legno invecchiato, mentre le pareti in intonaco artigianale introducono superfici irregolari e tracce visive che accentuano il carattere naturale degli interni.
Anche gli arredi seguono questa scelta. Mobili rustici e dall’aspetto vissuto completano lo spazio senza ricercare un effetto decorativo uniforme. Ogni elemento contribuisce alla costruzione di un ambiente caldo e informale, in continuità con il carattere delle abitazioni e con il paesaggio che circonda il resort.