GUEST HOUSE
Sanshan Laichi

Una guesthouse frammentata in corti e volumi sfalsati. Ai piedi del monte Luofu, Studio InTo traduce in architettura il clima della regione, caratterizzato da estati calde, elevata umidità e precipitazioni abbondanti

Una guesthouse di 27 camere articolata come una sequenza di corti, passaggi coperti e volumi sfalsati. Sanshan Laichi, progettata da Studio InTo nel Guangdong cinese, affida agli spazi intermedi gran parte della propria identità. Il vuoto qui diventa uno strumento per organizzare i percorsi, favorire ventilazione e ombreggiamento e costruire una relazione mutevole con il territorio.

Il complesso sorge a Xialang Village, ai piedi del Monte Luofu, su un lotto triangolare compreso tra due corsi d’acqua e circondato da boschi di bambù. In un territorio caratterizzato da estati calde, elevata umidità e precipitazioni abbondanti, Studio InTo evita di concentrare l’impianto in un unico volume. I diversi corpi si dispongono attorno a una corte, separati da intervalli che lasciano circolare l’aria, proteggono gli ambienti dall’irraggiamento diretto e creano zone riparate dalla pioggia. Patii, porticati, corridoi e aggetti costituiscono quindi un vero dispositivo climatico, capace di mediare fra interno ed esterno.

Questa logica rielabora alcuni caratteri dell’architettura tradizionale del Lingnan, sviluppatasi in risposta alle condizioni climatiche della Cina meridionale. Gli spazi semiaperti diventano parti essenziali dell’organizzazione dell’edificio: generano ombra, favoriscono la ventilazione naturale e consentono alla vegetazione e al paesaggio di penetrare visivamente nel complesso. Tra i due corpi più alti, un’apertura verso sud-ovest prolunga la corte principale in direzione del Monte Luofu.

Il percorso che conduce all’edificio rende leggibile la struttura. L’ingresso è arretrato rispetto alla strada e un percorso nel bambù conduce a un piccolo padiglione triangolare. Da qui, il foyer introduce a una successione di tre corti collegate da passaggi coperti e spazi di diversa ampiezza. Gli aggetti dei livelli superiori ampliano le superfici protette al piano terra, mentre gli intervalli tra i corpi impediscono alla costruzione di trasformarsi in una massa compatta.

Anche il paesaggio viene percepito secondo questa frammentazione. Bambù, acqua e montagne non compaiono come un panorama continuo, ma attraverso aperture che cambiano dimensione e orientamento durante il percorso. Lo sguardo viene alternativamente ristretto e liberato, secondo un principio vicino alla costruzione percettiva del giardino cinese, dove la visione nasce dalla successione degli scorci.

La costruzione rafforza questa continuità. Murature in pietra grezza attraversano esterni e ambienti comuni, mentre pareti in mattoni traforati filtrano l’irraggiamento mantenendo ventilazione e permeabilità visiva. I tetti inclinati, disposti a quote differenti, rispondono alle precipitazioni abbondanti e accompagnano la composizione dei volumi. Pietra, mattoni grigio-blu, legno di olmo recuperato, ardesia e superfici metalliche definiscono la palette materica, mentre la struttura è in cemento armato e acciaio.

Il complesso comprende sei suite al piano terra, collocate nelle zone più appartate e prossime all’acqua, e 21 camere distribuite ai livelli superiori, con affacci verso il fiume e le montagne. Le stanze adottano una pianta larga e relativamente poco profonda, aumentando lo sviluppo del fronte esterno e favorendo la diffusione della luce naturale. I soffitti seguono l’inclinazione delle coperture e, in alcune camere, i lucernari introducono un’illuminazione zenitale.