Cemento armato, solai originari e superfici spogliate dei rivestimenti definiscono il carattere brutalista del nuovo spazio di Studioboom a Milano
Ruvida ma luminosa, neutra e al contempo decisa, tra cemento grezzo e acciaio specchiato. Per il decimo anniversario, Studioboom, fondato da Fabrizio Piras e Flaminia Ratto e specializzato nel settore del retail di lusso, ha inaugurato la sua galleria in via Hayez 2 a Milano.
Il nuovo spazio si apre alla città con una grande vetrina su strada. Completamente ripensato, l’ambiente si sviluppa su tre livelli collegati tra loro in un dialogo tra volumi che permette la permeabilità visiva dell’intera galleria.
Una nuova scala in cemento armato, insieme allo svelamento della struttura originaria dei solai e alle superfici verticali spogliate del precedente rivestimento in piastrelle, definisce il carattere brutalista dell’intervento.
Un linguaggio essenziale che esalta le proporzioni architettoniche e la profondità degli spazi interni. Scandita da colonne e travi in cemento dallo stile industrial, la galleria si distingue per le geometrie rigorose e per le finiture grezze.
A far da contrappunto, corpi illuminanti sospesi, arredi in metallo lucido, pezzi scultorei in pietra e tocchi calibrati di colore: il rosso delle poltroncine tête-à-tête e il cioccolato del divano circolare.
Tra gli arredi selezionati figurano pezzi realizzati per brand come Amina Muaddi, Paris Texas, Blumarine e The Attico, rieditati e riuniti in un insieme coerente che racconta l’evoluzione della grammatica progettuale di Studioboom.
Lo spazio diventa così una piattaforma permanente per la presentazione dei lavori dello studio, oltre che per la curatela di mostre, eventi e collaborazioni con designer, artisti, artigiani e aziende.
Questo articolo è estratto da Surfaces 4. Sfoglia il magazine