DESIGN
Better Dreaming

Dal design ricercato, ergonomici e sviluppati mettendo al centro il benessere delle persone, i letti Twils nascono dalla convinzione che la qualità del sonno migliori la qualità della vita

Dormire bene significa vivere meglio. È da questa consapevolezza che nasce Better Dreaming, la filosofia di Twils che mette il sonno – e quindi il benessere delle persone – al centro del progetto. Non solo letti e complementi d’arredo, ma un approccio che interpreta la zona notte come uno spazio dedicato alla rigenerazione fisica e mentale.

Attraverso una ricerca costante su materiali, ergonomia e soluzioni progettuali, Twils promuove una nuova cultura del dormire bene, nella convinzione che la qualità del sonno rappresenti uno degli elementi fondamentali per migliorare la qualità della vita. Un percorso che unisce estetica e funzionalità, innovazione e tradizione manifatturiera italiana. Quelli sviluppati sono prodotti pensati per accompagnare – e cullare – le persone nei momenti dedicati al recupero delle energie e alla cura di sé.

Ispirato alla gondola veneziana e firmato da Matteo Ragni e Tiziano Carnieletto, Canalgrande è un letto versatile. La testata è infatti ‘abitabile’ e attrezzata grazie a un sistema che integra mensole, ripiani e imbottitura.

B-Curve di Colzani & Novati è invece un letto dalla forma semplice, immediatamente riconoscibile. L’imbottitura della testata e il giroletto generoso ne enfatizzano le forme rassicuranti.

Disegnato da Meneghello Paolelli Associati, il letto Elle è pensato per relazionarsi con lo spazio, spesso limitato. Lo spessore delle imbottiture contribuisce infatti a contenere i volumi senza diminuirne la comodità.

Dall’ampia testa sviluppata in orizzontale, a definire il letto Infinito di Colzani & Novati sono invece il noce canaletto della struttura e dei comodini, la finitura laccata, il tessuto imbottito e la luce led.

Grazie alla voluminosa morbidezza che ne caratterizza la testata e il giroletto, il letto Kumo, ideato da Paolo Grasselli, esprime visivamente l’idea di accoglienza.

Infine Panama, progettato da Giulio Iacchetti, è un letto che pare la quinta di un teatro. Grazie al doppio profilo della testiera crea infatti un gioco di luci e ombre in grado di donare una profondità che di fatto non c’è.