Importanza dei dettagli, dialogo tra vegetazione ed elementi architettonici, atmosfere rilassate
e moderne. Sono le linee guida di Atelier Peclat. Che nella sua sede a San Paolo, Brasile, trasforma il vuoto in racconto giocando con texture sensoriali e accenti industrial-chic
Nascosta tra le vie di Jardins, uno dei quartieri più alla moda nella giungla urbana di San Paolo, la sede di Atelier Peclat ruota attorno a un giardino che si sviluppa in verticale. Uno spazio verde che è il cuore pulsante dello studio di architettura e design: una corte interna abbellita con piante autoctone per ricreare l’essenza della foresta atlantica brasiliana, e che si insinua nel tessuto dell’ambiente lavorativo e domestico, completo di salotto e cucina con zona pranzo, definendone il respiro e scandendone il ritmo.
In un movimento simbiotico ininterrotto, architettura e giardino si rafforzano e si nutrono a vicenda. Siamo di fronte a un perfetto esempio di equilibrio tra natura e architettura, nato nel frenetico contesto di una megalopoli da un’indagine approfondita sul vuoto inteso non come semplice assenza, bensì come elemento vivo, dinamico e significativo, come strumento narrativo capace di conferire un senso e una funzione anche pratica alle strutture che lo circondano.
In un movimento simbiotico ininterrotto, architettura e giardino si rafforzano e si nutrono a vicenda
Lasciandosi suggestionare dal fascino delle antiche rovine, dove i vuoti originati da processi di distruzione o erosione assumono un carattere mistico-simbolico e tettonico, il team Peclat è partito dal concepimento di una sequenza di volumi lineari, che si estendono dall’ingresso, attraversano il giardino e culminano nell’annesso.
E proseguendo su questa strada ha trasformato i vuoti in monoliti contemporanei, parti integranti e visibili di un’architettura che vuole garantire stabilità senza perdere di vista la leggerezza degli spazi, con un approccio che può essere interpretato come un implicito omaggio al modernista Luís Barragán.
Ecco, allora, un vuoto più grande accogliere una scala esterna costruita con la stessa pietra naturale che ritorna in altri punti del progetto, e un altro, più piccolo, ospitare una fontana che si riversa in un abbeveratoio immerso nella vegetazione.
Il rapporto con il giardino non si interrompe nemmeno quando ci si sposta verso il piano superiore, dove si trova l’area ufficio con scrivanie, scaffali e prototipi. Anzi, semmai si intensifica: anche dall’ampia finestra con vetrata scorrevole lo sguardo può, infatti, abbracciare il cortile centrale da dove il sole proietta ombre nitide sugli interni e, nelle giornate più nuvolose, la luce diffusa dona al soffitto ad arco dai tratti irregolari un effetto sfumato che ammorbidisce l’ambiente evocando un’atmosfera monastica.
Di fatto ogni elemento architettonico, sebbene concreto e solido, pare lasciare spazio all’aria, alla luce, alle tracce del tempo.
I materiali hanno forti qualità tattili: acciaio inossidabile, pietra gnaiss ricca di venature, ciottoli, vernice minerale a base di argilla e cemento bruciato
Contemporaneamente, la palette cromatica a base di toni neutri e la tavolozza di materiali dalle forti qualità tattili – interessante miscela di acciaio inossidabile, pietra gnaiss ricca di venature, ciottoli, vernice minerale a base di argilla e cemento bruciato – rinforzano l’anima naturale del progetto, contribuendo al suo carattere raffinato e discreto.
Quanto all’arredamento, se il salotto vede protagonisti un grande divano dalle linee arrotondate, tavolini in legno, sedie in pelle e tappeti a righe che aggiungono dinamismo alla stanza, la zona pranzo è elegantemente essenziale.
Mentre la cucina ricalca uno stile industrial-chic riscaldato dall’abbinamento con un tavolo tondo a mosaico di fattura artigianale. Impreziosiscono il tutto alcune opere di artisti brasiliani quali José Adário, Tatiana Chalhoub e David Almeida.