Una raccolta stratificata di disegni, fotografie, materiali, annotazioni. Per i suoi 20 anni, DWA presenta un libro-progetto a tiratura limitata che ripercorre il percorso progettuale dello studio fondato da Alberto Artesani e Frederik De Wachter
Misurato e raffinato, discreto e al contempo espressivo, DWA Design Studio, fondato a Milano nel 2005 da Alberto Artesani e Frederik De Wachter, compie 20 anni. A raccontarli una speciale pubblicazione a tiratura limitata che ripercorre il percorso creativo dello studio.
Lontano da un’impostazione retrospettiva, il volume prende forma come un progetto editoriale. Più che un archivio antologico di lavori, infatti, il libro è insieme raccolta di tracce e gesto di riconoscimento. Sono frammenti, ricordi e materiali accumulati nel tempo che rifiutano una narrazione lineare per aprirsi a libera lettura. Ma anche un ringraziamento esteso alla comunità eterogenea che, nel corso di due decenni, ha contribuito a definire l’identità dello studio.
Ne emerge una pratica che si definisce negli interstizi, tra processi, incontri e imperfezioni. In questo ecosistema, designer, architetti, fotografi, collaboratori, committenti, amici, emergono come parte integrante capace di lasciare una traccia, emotiva e intellettuale, sedimentata nei progetti.
La direzione grafica del volume è affidata allo studio LaTigre che traduce questa complessità in un oggetto editoriale costruito per stratificazioni. La struttura del libro si articola infatti in più sezioni, ciascuna identificata da variazioni nella carta e nei processi di stampa.
Alcune pagine, volutamente lasciate chiuse in fase tipografica, invitano a un gesto attivo di apertura attraverso un tagliacarte incluso nel volume, introducendo una dimensione performativa – squisitamente e analogica – nella fruizione. L’edizione, limitata a 100 copie numerate, sottolinea ulteriormente il carattere intimo e prezioso della pubblicazione.
La prima sezione nasce da un invito rivolto a venti tra designer, studi, committenti e creativi a interpretare liberamente la sigla DWA, composta dalle iniziali dei cognomi di Frederik e Alberto.
La seconda parte raccoglie una selezione di progetti dello studio, presentati secondo una logica non cronologica né descrittiva. Piuttosto che costruire un repertorio esaustivo, il racconto privilegia dettagli, suggestioni e matrici ispirazionali. L’intento è restituire un approccio progettuale più vicino a una pratica editoriale che a una documentazione canonica.
La terza e ultima sezione amplia ulteriormente lo sguardo, presentando una costellazione di altri lavori realizzati dallo studio negli anni. A completamento di una narrazione che rimane volutamente aperta.
La pubblicazione si configura così come strumento di memoria attiva. Un libro-oggetto che non celebra soltanto un traguardo temporale, ma rende visibile la rete di relazioni che ha reso possibile il percorso dello studio DWA. Uno spazio in cui il progetto si intreccia con le persone, e in cui il passato si offre come materia viva per immaginare ciò che verrà.
Foto Claudia Zalla
Foto Claudia Zalla
Foto Claudia Zalla
Foto Claudia Zalla
Caffè Populaire 2022. Foto Arseni Khamzin
Caffè Populaire 2022. Foto Arseni Khamzin
Caffè Populaire 2022. Foto Arseni Khamzin
Dedar, Weaving Anni Albers. Foto Ilaria Orsini
Dedar, Weaving Anni Albers. Foto Ilaria Orsini
Pedrali, SDM 2024. Foto Matteo Bellomo
Pedrali, SDM 2024. Foto Matteo Bellomo
Pedrali, SDM 2025. Foto Matteo Bellomo
Pedrali, SDM 2025. Foto Matteo Bellomo
Pedrali, SDM 2026. Foto OttavioT omasini