ARCHITETTURA
Maison de la Pointe

YH2 Architecture intervenire su una piccola casa estiva del primo Novecento: un cottage dall’architettura vernacolare proteso su un lago canadese. Aggiungendo un secondo volume che rilegge il rapporto col paesaggio in chiave contemporanea

Affacciata su una lingua di terra che si protende nel Lago Memphremagog, nel sud del Québec, in Canada, la Maison de la Pointe racconta una storia di continuità più che di trasformazione. Il progetto, firmato dallo studio YH2 Architecture, prende avvio da una domanda tanto semplice quanto delicata: come intervenire su una piccola casa estiva del primo Novecento senza cancellarne l’identità?

Il punto di partenza è un cottage modesto, costruito in un’epoca in cui la villeggiatura si traduceva in un rapporto diretto e informale con il paesaggio. Nel tempo, aggiunte successive ne hanno compromesso la coerenza, rendendolo inadatto alle esigenze contemporanee. Demolire e ricostruire avrebbe significato perdere non solo il carattere originario dell’edificio, ma anche la sua relazione privilegiata con il lago, oggi regolata da vincoli stringenti. Ampliare il volume esistente, d’altra parte, avrebbe inevitabilmente alterato quell’equilibrio fragile che definisce l’architettura vernacolare.

La soluzione adottata evita entrambe le strade: invece di intervenire per addizione sul cottage, il progetto introduce un secondo padiglione arretrato, lasciando intatta la presenza originaria sul fronte lago. I due corpi dialogano attraverso un passaggio completamente vetrato, una soglia trasparente che mette in relazione architettura e paesaggio senza soluzione di continuità.

Il padiglione affacciato sull’acqua conserva la morfologia del chalet originale, ma ne reinventa completamente gli interni. Qui trovano spazio la camera padronale e gli ambienti principali, organizzati sotto ampie coperture voltate che reinterpretano in chiave contemporanea le arcate della veranda originaria. La luce entra in profondità, dilatando la percezione dello spazio e rafforzando il legame visivo con il lago.

Più arretrato e parzialmente incassato nella pendenza naturale del terreno, il nuovo volume si presenta come un corpo compatto, destinato a ospitare le stanze per i figli e gli ospiti, oltre a un soggiorno, uno studio e il garage. La sua architettura si misura con quella del cottage senza imitarla: materiali e dimensioni instaurano una continuità, mentre il linguaggio visivo esprime una differenza chiara e contemporanea.

Maison de la Pointe costruisce così un equilibrio sottile tra due presenze autonome ma complementari. Da un lato, la memoria di un’abitazione estiva semplice e radicata nel luogo; dall’altro, una nuova architettura che risponde alle esigenze attuali dei proprietari.