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Vette e Onde

Investimenti, progettazione, cultura e formazione sono stati al centro della tappa del Lago Maggiore di Vette e Onde Experience 2026. Il confronto tra operatori internazionali, progettisti e istituzioni ha delineato un modello di sviluppo che mette al centro l’identità dei territori

Il Lago Maggiore guarda al futuro dell’ospitalità puntando sulla valorizzazione del paesaggio e sulla capacità di costruire un sistema territoriale attrattivo per investitori e viaggiatori. È questa la visione emersa dalla tappa del Lago Maggiore di Vette e Onde Experience 2026, il forum ideato da MC International e Arzanà che ha riunito operatori del settore, catene alberghiere internazionali, progettisti, imprenditori e istituzioni per riflettere sulle trasformazioni dell’hospitality contemporanea.

Nel corso delle due giornate il dibattito ha evidenziato come la competitività di una destinazione non dipenda più soltanto dalla qualità delle singole strutture ricettive, ma dalla capacità di mettere in relazione investimenti, architettura, cultura, formazione e rigenerazione urbana. Un approccio che vede il territorio come un ecosistema, nel quale progettazione e sviluppo economico procedono insieme.

Tra i temi ricorrenti è emersa la necessità di preservare l’identità dei luoghi, evitando modelli standardizzati e definendo invece esperienze autentiche. Come sottolineato da Patrick Puricelli, Director Development Southern Europe di Hilton, “le destinazioni che attraggono investimenti sono quelle che mantengono una forte riconoscibilità”, mentre per Ettore Cavallino, Vice President Development Luxury Southern & Eastern Europe di Accor, il valore nasce dalla capacità di creare “un ecosistema autentico, favorevole agli investimenti e a uno sviluppo sostenibile nel lungo periodo”.

Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo dell’architettura e del design nella definizione dell’esperienza di soggiorno. Il confronto tra progettisti, imprenditori e operatori ha evidenziato come il progetto debba interpretare il contesto, valorizzare il patrimonio esistente e instaurare un dialogo con paesaggio, cultura e manifattura locale. In questa prospettiva, Francesca Muzio, founder e CEO di FM Architettura, ha ricordato che “l’ospitalità più interessante oggi è quella che riesce a interpretare il contesto culturale in cui si inserisce, traducendolo in una narrazione contemporanea”.

Tra gli argomenti affrontati anche la rigenerazione del patrimonio costruito, i nuovi modelli di ospitalità immersiva, il rapporto tra arte e hospitality e la formazione delle competenze necessarie per sostenere l’evoluzione del settore. Proprio su quest’ultimo fronte è stato annunciato il progetto della Fondazione Hereditas per la nascita a Stresa di un polo internazionale dedicato all’alta formazione nell’ospitalità.

La tappa del Lago Maggiore conferma così la vocazione di Vette e Onde Experience come piattaforma di confronto sui temi che stanno ridefinendo il settore, mettendo in relazione investitori, progettisti, gestori e istituzioni per riflettere sul futuro delle destinazioni italiane. Il percorso proseguirà il 22 e 23 ottobre in Trentino-Alto Adige con un appuntamento dedicato ai nuovi modelli di ospitalità legati al wellbeing.

L’iniziativa è stata realizzata con il supporto di numerose aziende partner, tra cui Fama Design, Foglie d’Oro, Gruppo Censeo, Lutron, Mirage, PolyPiù, Resstende, Roda For You, Sforzin Illuminazione, Tecnostrutture, Tubes e Zucchetti.