ARCHITETTURA
Garden House

Padolfini Architects realizza l’ampliamento brutalista di una villa in Australia. Una soluzione che rispetta la storia stratificata del luogo e il suo splendido giardino

Si trova poco fuori Melbourne, in un quartiere verde e tranquillo, questa villa di epoca vittoriana recentemente ampliata dallo studio locale Pandolfini Architects. Circondata da un parco privato con campi da tennis, il suo nuovo assetto nasce da precise esigenze sviluppate dai proprietari durante il periodo del Covid19. La famiglia desiderava fortemente avere più spazi da vivere insieme e una zona dedicata all’home office.

La casa era già stata oggetto di ristrutturazione nei primi 2000. Per non entrare in conflitto con i dettagli originali e con gli elementi più recenti, l’ampliamento di Pandolfini è stato disegnato come un corpo discreto. L’aggiunta risulta più bassa e posizionata a lato della casa. 

Abbattendo un vecchio garage e un capanno per gli attrezzi è stato liberato il terreno per l’ampliamento. Lo spazio si sviluppa con un corpo fuori terra e una grande zona sotterranea. Il nuovo edificio è costruito in cemento armato grezzo, un materiale che secondo gli architetti è elegante e resistente, con un colore che ben si armonizza con la facciata ottocentesca della villa.

Gli scavi sono stati molto difficili per la presenza di una falda acquifera non troppo profonda. Il supporto fondamentale di un team di ingegneri ha consentito di ricavare uno spazio ipogeo di grandi dimensioni, sfruttato per ricavare un garage per cinque auto, una palestra, una sala ricreativa, una lavanderia e un bagno di servizio.

Una scala monumentale conduce la piano terra, dove lo studio, la cucina e un bagno si aprono con grandi viste sul verde. A terra corre un parquet a listoni di legno chiaro che, assieme alle pareti di un bianco leggermente caldo e alle porzioni di calcestruzzo a vista, unifica stilisticamente l’intero ampliamento.

A stupire è certamente la cucina, un open space con al centro una scenografica isola lunga sei metri, interamente in marmo calacatta bianco. All’interno, ogni ambiente è essenziale e funzionale, pensato per connettersi con naturalezza alla “porzione storica”, dove rimangono visibili decori e dettagli d’epoca.

Anche il giardino è stato oggetto di profonda manutenzione. Curato dal paesaggista Myles Baldwin, ospita specie autoctone ed esotiche, accostate a palme da dattero delle Canarie e maturi alberi bottiglia del Queensland.