Un antico padiglione in vetro e una nuova parete curva rivestita da migliaia di piastrelle in terracotta. Così John Wardle definisce l’identità di Yiaga, nuovo indirizzo gourmet a Melbourne
Il nuovo fine dining dello chef australiano Hugh Allen è firmato dallo Studio Wardle, e nasce dal recupero di una struttura di inizio Novecento.
Nella lingua della popolazione locale Wurundjeri, Yiaga significa “cercare e trovare”. Qui queste azioni spiegano come l’architettura organizza lo spazio: attraverso una parete che devia i percorsi, materiali da osservare da vicino, arredi realizzati su misura e visuali sempre diverse sul paesaggio.
Il ristorante occupa lo storico Pavilion Cafe, sorto sul sito di un chiosco costruito nel 1908 e ampliato negli Anni 20. L’edificio fu danneggiato da un incendio e al suo posto venne costruito un padiglione in vetro, destinato prima a diverse attività legate all’ospitalità, poi rimasto inutilizzato per quasi dieci anni.
Wardle interviene senza alterarne la struttura e la copertura del padiglione, concentrandosi sulla trasformazione negli interni. La creazione di una lunga parete ondulata scandisce aree più intime all’interno della grande sala. Come le curve di una riva modellano il corso dell’acqua, così questa parete trasforma lo spazio aperto in una successione di ambienti distinti, ciascuno con una propria atmosfera.
Sono circa 13.000 le piastrelle in terracotta che ne rivestono la superficie, realizzate a mano da Wardle e Simon Lloyd. La loro texture irregolare introduce una componente tattile che contrasta con la leggerezza del vetro perimetrale e richiama la ruvidità della corteccia degli olmi scozzesi presenti nel giardino.
La curva della parete definisce anche il rapporto con il paesaggio. Il progetto costruisce così una serie di piccoli punti di osservazione, dove ciò che si vede cambia spostandosi da un tavolo all’altro.
Lo stesso principio di scoperta si ritrova negli elementi che arredano la sala, che introducono materie e lavorazioni legate al contesto australiano. Per esempio, Vivienne Wong ha realizzato il tavolo della sala privata utilizzando un ramo di cipresso proveniente dai Royal Botanic Gardens di Melbourne. Per il mobile cantina, Ross Thompson ha scelto il blackwood della Tasmania, un legno pregiato, tipico delle foreste dell’Australia sud-orientale.
A completare l’ambiente, il sistema di illuminazione su misura di Edward Linacre, con una sospensione progettata da Adam Markowitz e Ruth Allen.