Una pelle architettonica cangiante, alta 29 metri. Compie dieci anni il magazzino automatico di Pedrali, progettato di Cino Zucchi per amplificare le diverse condizioni del paesaggio agricolo in cui si innesta
Un’architettura che definisce – senza sopraffare – un territorio, il territorio in cui si radica, letteralmente. Una sorta di quinta visiva – una pelle innervata di fili d’erba, custode di un cuore tecnologico 4.0 – che si sintonizza con la luce e le stagioni per dialogare con i campi agricoli circostanti. Pedrali celebra i dieci anni del magazzino automatico Fili d’erba, progettato da CZA – Cino Zucchi Architetti.
Realizzato in soli 16 mesi nel 2016 nell’headquarters di Mornico al Serio, in provincia di Bergamo, il magazzino è nato per supportare la crescita dell’azienda, garantire un servizio sempre più efficiente ai clienti e rispondere alle tempistiche sempre più stringenti dei progetti contract.
Un edificio alto 29 metri, esteso su una superficie di 7 mila metri quadrati e collegato agli spazi industriali preesistenti.
Fin da subito, il magazzino si è affermato come un segno architettonico distintivo
“Il volume sordo e uniforme del magazzino è stato trasformato in un fenomeno visivo ricco di variazioni, una sorta di amplificatore naturale delle ore del giorno e delle stagioni. In alcuni momenti dissolve il volume nel cielo nebbioso, riflettendone i toni grigio-azzurri. In altri si carica del verde acceso dei campi agricoli primaverili”, racconta Cino Zucchi.
Fili d’erba è una struttura completamente automatizzata e attiva 24/24 che permette lo stoccaggio di 16.880 pallet di prodotti finiti e semilavorati.
Il volume del magazzino è stato progettato sulla base dello studio dei flussi produttivi, di movimentazione e di immagazzinamento, considerando non solo le esigenze dell’epoca, ma anche gli scenari di crescita e sviluppo.
“Il magazzino è una grande macchina autonoma dove non c’è distinzione tra tecnica e struttura: sono gli scaffali stessi a sostenere l’intero volume. La macchina diventa così struttura”
Una macchina perfetta all’interno e un progetto innovativo di architettura industriale all’esterno. Il progetto del rivestimento vuole essere infatti una risposta fortemente relazionata al contesto ambientale.
Le facciate del magazzino sono rivestite con pannelli coibentati in color alluminio naturale. Sopra di essi, 5.000 metri di lamelle in estruso di alluminio generano un pattern visivo formato da una combinazione di linee verticali e oblique.
Come fossero giganteschi ‘fili d’erba’ le lamelle ritmano e danno misura alla superficie cieca e inarticolata delle facciate
Le lamelle sono declinate in tre diverse tonalità di verde sul fronte rivolto verso la campagna, mentre sul lato che guarda l’area industriale mantengono la finitura color alluminio.
Il volume del magazzino è inoltre arricchito da alcuni elementi che ne articolano la geometria. Come il volume che si protende verso l’esterno con una forma appuntita, interrompendo la regolarità dell’edificio.
Il percorso interno termina con una vetrata aperta su un giardino di bambù. Uno scorcio naturale inserito nel cuore di una struttura tecnologica all’avanguardia, dal quale filtra la luce naturale.
All’interno e in continuità con l’esterno, il colore verde delinea la scala e la passerella panoramica sospesa. Il rapporto con il paesaggio si esprime anche attraverso il progetto del verde curato dall’architetto paesaggista Patrizia Bezzi.