ICONS
Monteverdi, l’identità ritrovata

Tra le colline della Val d’Orcia un’operazione culturale a più dimensioni trasforma un antico borgo medioevale nell’iconico Monteverdi Tuscany. Un resort che a ogni scorcio riserva una sorpresa

Nello splendido scenario della Val d’Orcia, in Toscana, preceduto da un filare di cipressi, si trova un piccolo gioiello, il borgo medievale di Castiglioncello del Trinoro. Ed è qui, incastonato nelle sue mura, che sorge Monteverdi Tuscany, progetto nato dalla passione di Michael L. Cioffi, avvocato americano di origini italiane, e dall’interpretazione che ne ha dato Ilaria Miani, interior designer romana con la passione per il restauro di siti architettonici abbandonati.

Un incontro che ha dato vita a un’esemplare esperienza di rivalorizzazione del territorio culminata nella trasformazione di un piccolo borgo in stato di semiabbandono in un incantevole albergo diffuso. Esempio virtuoso di un turismo concepito come percorso culturale oltre che come esperienza di ospitalità dal lusso discreto, quasi sussurrato. Quindici anni di lavoro hanno così portato alla nascita di un complesso che oggi conta camere, suite e ville per un totale di 29 alloggi caratteristici corredati da spa, piscina a sfioro, pinacoteca, ristorante, enoteca e molto altro ancora, lungo un percorso che tuttora vede Miani e Cioffi impegnati in un recupero che sa essere al tempo stesso filologicamente rispettoso delle preesistenze e sensibile alle tendenze del design contemporaneo.

Le residenze private sono strutture in pietra costruite su fondamenta risalenti all’XI secolo, mentre le tre ville – Muri Antichi, Amiata e San Pietro – offrono tutti i comfort di una casa moderna ma preservando le atmosfere di un borgo medievale. Una fusion che prende vita nei lussuosi interni della location, dotati di tecnologie avanzate ed ecosostenibili e valorizzati dalle opere d’arte e dai materiali tipici della regione.

Ogni camera è arredata con esemplari unici di mobili realizzati da artigiani locali, letti in metallo sospesi nello spazio, complementi dal design geometrico e colori ispirati al paesaggio e alle sfumature delle opere d’arte rinascimentali che caratterizzano la Toscana e ne definiscono l’identità. Preceduto da una meticolosa ricerca sul retaggio storico del borgo, il recupero ha coinvolto maestranze e artigiani abituati a lavorare con i materiali e le tecniche costruttive del passato.

Le piastrelle, per esempio, sono lavorate a mano in argilla e cotte nelle fornaci vicine, i tavoli e i letti sono forgiati con gli stessi martelli usati dalle generazioni passate e le sedie sono intagliate con strumenti antichi, creando un susseguirsi di citazioni che si integrano con il tocco contemporaneo di tessuti, design e di un moodboard variopinto ma sempre ispirato alla terra della Val d’Orcia. Cromie dense di memoria, ma reinterpretate con pennellate audaci – dal pavimento al soffitto – di verde, viola, blu e giallo dal twist vivace e contemporaneo.

Ogni ambiente è unico e diverso dall’altro, ma tutti sono idealmente connessi dal fil rouge di un recupero che unisce il comfort e la praticità del vivere contemporaneo alle qualità dei materiali originali e a sapienti lavorazioni artigianali. Un progetto fatto di pietre raccolte sul posto e adattate a complesse costruzioni murarie faccia a vista, di intonaci applicati a mano e di scorci e aperture interne che ritrovano vecchi percorsi e funzioni. Un linguaggio sapiente ma dalle forme semplici, che immerge gli ospiti in atmosfere originali e autentiche. Lontane da ogni cliché.