Studio Wijsman trasforma una casa d’epoca in un rifugio materico: il calore del legno e della pietra incontra le iridescenze delle zellige marocchine, mentre arredi contemporanei e vintage dialogano in raffinata armonia
Nel cuore di Amsterdam, all’interno di un’ex raffineria di zucchero risalente al 1752 e affacciata sui canali, Studio Wijsman ha trasformato un appartamento su due livelli in un rifugio intimo e contemporaneo.
Con sede a Berlino, lo studio fondato da Keltie Wijsman ha affrontato un tema complesso: come introdurre materiali provenienti da tutto il mondo in un contesto intriso di storia marittima olandese, senza tradirne l’anima? La risposta è arrivata attraverso il dialogo tra epoche e geografie diverse, tra pietra e acciaio, tra la permanenza della materia e la leggerezza della luce.
L’incarico prevedeva la modernizzazione degli interni, preservando al contempo gli elementi architettonici originali dell’edificio. La distribuzione interna, quindi, è stata completamente ripensata: la precedente camera open space è diventata una suite privata con bagno e cabina armadio, mentre la zona giorno soppalcata è stata ridefinita attorno alla cucina e all’area pranzo.
Fin dalle prime fasi del progetto, designer e committente hanno scoperto una passione comune per la pietra naturale, che è diventata il filo conduttore del progetto. Le superfici minerali, con le loro venature e tonalità calde, instaurano un dialogo poetico con le travi a vista del soffitto.
In cucina, il granito Red Mirage disegna i piani di lavoro, riprendendo i toni ambrati del legno antico. Nel soggiorno, un tavolino in marmo Rosso Verona funge da punto focale, mentre la spettacolare vasca da bagno in marmo Emperador Dark, scolpita da un unico blocco, incarna la sensualità della materia.
Il bagno per gli ospiti è rivestito in marmo Turkish Blue Jeans, utilizzato anche per un lavabo su misura e per due credenze che affiancano il tavolo da pranzo in acciaio inox. Le zellige marocchine, con il loro smalto iridescente, rivestono il camino e le pareti del bagno, aggiungendo profondità e riflessi cangianti.
Altro protagonista è l’acciaio, materiale ereditato da un dettaglio dell’appartamento originale – un paraschizzi lasciato dal precedente inquilino – e reinterpretato in chiave contemporanea. Wijsman ne fa il centro della zona pranzo, disegnando un tavolo su misura con sottili gambe in lamiera a caldo e un piano essenziale, realizzato da artigiani locali. Le lampade a sospensione in acciaio inox completano l’insieme, proiettando una luce calda e riflessa sulla pietra sottostante.
Le pareti in intonaco veneziano applicato a mano amplificano la luce naturale, mentre boiserie e arredi in noce e rovere introducono una nota di calore, sottolineata da dettagli in ottone spazzolato. Nella cabina armadio, il soffitto in sughero con lucernario e un tappeto in seta restituiscono un senso di comfort tattile.
Gli arredi combinano con equilibrio pezzi contemporanei e vintage, come il divano che dialoga con poltrone brasiliane degli Anni 70 e una lounge chair di Yos e Leonard Theosabrata.
Per Wijsman, ogni materiale è una forma di narrazione geologica. Dopo aver visitato una cava in Portogallo, la designer ha maturato una consapevolezza nuova della pietra “come mezzo che racchiude diversi tempi, luoghi e memorie”.
È questo legame con la materia, più che il gesto estetico, a definire il carattere del progetto: una casa che non nasconde le sue stratificazioni, ma le trasforma in linguaggio, in una raffinata forma di diplomazia materica tra passato e presente.