ARCHITETTURA
House in the Woods

In Belgio, Decancq Vercruysse modella una casa che si trasforma con la luce e il ritmo delle stagioni. Con richiami all’architettura giapponese e all’eredità organica di Frank Lloyd Wright

Nel bosco di Sint-Martens-Latem, in Belgio, una casa unifamiliare si inserisce in una radura come una presenza discreta, profondamente legata al paesaggio. Il progetto, firmato da Decancq Vercruysse, nasce dal desiderio di costruire un’abitazione capace di avvicinare la vita domestica alla dimensione silenziosa della foresta.

Un lungo viale conduce a un lotto quasi nascosto, diviso tra una zona aperta e luminosa esposta a sud-ovest e un’area densamente alberata. Decancq Vercruysse interpreta questa dualità come matrice progettuale e colloca la casa esattamente tra queste due condizioni: da un lato la solidità ombrosa del bosco, dall’altro la radura inondata di luce.

L’edificio si solleva leggermente dal terreno e sembra emergere dal suolo come un organismo naturale, orientandosi verso il sole senza perdere il contatto con la foresta. La composizione mette in relazione costante gli spazi interni con l’ambiente circostante. Soggiorno, cucina e studio mantengono viste su entrambi i lati del paesaggio, evitando la percezione di un volume chiuso.

Ogni ambiente stabilisce un doppio rapporto visivo: una grande finestra incornicia la trama fitta degli alberi, mentre aperture a tutta altezza si aprono verso il giardino, la terrazza coperta e la piscina.

La cucina sintetizza questa logica spaziale. Collocata tra il tavolo della colazione e la zona pranzo, introduce una leggera variazione di quota che organizza la sequenza degli ambienti e rafforza il passaggio tra intimità e apertura. Da questo punto lo sguardo attraversa il bosco verso est e, allo stesso tempo, si estende verso gli spazi esterni a ovest, sotto le ampie sporgenze protettive.

I materiali rafforzano il radicamento della casa nel luogo. Decancq Vercruysse utilizza mattoni recuperati da un antico serbatoio d’acqua, capaci di restituire una materia segnata dal tempo e coerente con i toni della foresta.

La posa con giunti arretrati crea un gioco di ombre che accentua la profondità delle superfici murarie. Pannelli e pensiline in legno di frassino introducono una texture più liscia, mantenendo una continuità cromatica con il laterizio.

Le grandi coperture orizzontali richiamano l’architettura tradizionale giapponese e dialogano con l’eredità organica di Frank Lloyd Wright. Queste sporgenze modulano la luce, proteggono dal sole e generano spazi esterni coperti che prolungano la vita domestica all’aperto.

Al piano superiore, le aperture corrono lungo l’intero livello e portano le chiome degli alberi dentro le camere e i bagni. La luce cambia con le stagioni: in inverno entra più diretta, mentre in estate viene filtrata dal fogliame, riparando dal caldo. “Crediamo che l’architettura debba ispirarsi più profondamente alla natura, al sole, al paesaggio e ai ritmi naturali”, spiegano dallo studio.