Un approccio trasformativo dà vita a un’architettura di grande espressività. Measured Architecture Inc. firma Shor House, spazio abitativo dove materiali di recupero rivivono cambiando pelle
Mutare in oro il metallo vile era l’ambizione degli antichi alchimisti. E proprio ispirandosi al loro magico esoterismo lo studio Measured Architecture progetta Shor House, una residenza sull’isola canadese di Mayne con una palette materica interamente ricavata da scarti ed elementi di recupero, che diventano così parte di una narrazione in cui convivono vecchi e nuovi utilizzi. Anche questa, a suo modo, una trasformazione alchemica, in questo caso di legno e metallo, recuperati e ricombinati in una sperimentazione architettonica che non è solo funzionale ma anche estetica.
Gran parte del legname riciclato proviene da una casa rurale con fienile che un tempo dominava il litorale dell’isola, rimosso e meticolosamente conservato in vista di un futuro riutilizzo. Delle costruzioni originali sono state mantenute intatte solo le fondazioni in modo da conservarne il favorevole orientamento, ma traslando l’asse principale di 90 gradi così da migliorarne l’esposizione. A testimoniare la precedente vita anche una lunga muratura a secco in pietra, preesistenza di un passato rurale che trova nuova linfa nel dialogo con il legno riciclato dei pavimenti e rivestimenti interni.
L’utilizzo degli elementi di recupero nel progetto è stato preceduto e governato da una meticolosa ricerca filologica che ha ricostruito il passato del territorio, cui Measured Architecture Inc. ha aggiunto ulteriori materiali, sempre di recupero, generando una sorprendente quanto riuscita distonia materica. A interni in cui domina il legno il progetto, infatti, affianca un involucro interamente rivestito con lastre di acciaio Corten, un materiale scelto per molteplici ragioni fra cui la bassa necessità di manutenzione e la sua riciclabilità, che ricorre anche in uno degli elementi più suggestivi della casa: lo scultoreo camino cilindrico – anch’esso recuperato da una vecchia condotta idraulica – posto fra la cucina e la zona living.
Shor House è composta da tre volumi, di cui uno ospita l’abitazione principale e gli altri, di dimensioni più contenute, una foresteria e un laboratorio artigianale. A integrarli in un organismo architettonico coerente è un linguaggio progettuale trasformativo che attinge a piene mani al concetto di riuso ma anche ad alcune insospettabili ispirazioni. Fra queste il complesso di Marfa creato in Texas dall’artista Donald Judd, un cluster di ex edifici a destinazione militare trasformati in studio, abitazione casa e spazio espositivo e luogo di grande importanza nella storia dell’arte contemporanea.
Da questo suggestivo precedente architettonico il progetto mutua il rigore volumetrico e la linearità di interni la cui connotazione formale e decorativa è affidata principalmente alle declinazioni materiche, che includono oltre al legno di recupero anche cemento, pietra locale e stucco veneziano. Essenziale anche l’impianto distributivo, che vede l’edificio principale articolato su due livelli, dedicati rispettivamente a zona giorno e zona notte, e un seminterrato che ospita un’ampia sala ricreativa.