OPEN AIR
Incanto musicale

In una terrazza a cielo aperto, custodita all’interno dell’antica dimora siciliana Faranda, panche in pietra sono vestite da cuscini variopinti. Sotto ombrelli parasole vintage e flessuose piante esotiche

Incastonata nel borgo di Castroreale, in Sicilia, Casa Faranda è un’antica dimora risalente al XVI e XVII secolo, oggi trasformata da una coppia di creativi in un luogo ispirato in cui storia, arte, cultura convivono.

Ristrutturata nel rispetto della sua identità originaria, è gestita da Pierfrancesco Mucari, musicista, insegnante, restauratore di strumenti a fiato, nonché discendente della famiglia Faranda, insieme alla compagna Giorgia Di Giovanni, danzatrice e coreografa, e alla loro figlia Mata Ida.

La casa non è soltanto la residenza estiva della famiglia, ma uno spazio aperto, dedicato all’ospitalità e alle residenze artistiche. Casa Faranda custodisce una deliziosa e rigogliosa terrazza a cielo aperto: una sorta di salottino en plein air d’altri tempi e al contempo un giardino sospeso che esplode di verde, con piante di banano, sterlizie, limoni ed essenze mediterranee.

Casa Faranda custodisce una deliziosa e rigogliosa terrazza a cielo aperto

Panche in pietra sono vestite da coloratissimi cuscini ricamati a mano di Manima, tra pouf, tessuti stampati di Lisa Corti e ombrelli parasole orientali vintage. Incorniciato dalle antiche mura del palazzo, questo spazio raccolto e arioso che ospita anche una fontanella in ghisa, esplode di un estro délabré, rétro, variopinto.

Da qui, nelle giornate limpide, lo sguardo spazia fino a Capo Tindari, ai Laghetti di Marinello e a Capo Milazzo. Oltre si staglia il profilo delle isole Eolie. Ma l’incanto non si esaurisce all’esterno. L’interno della casa è interamente dedicato all’arte e all’immaginazione, plasmato dai proprietari per rispecchiare le loro passioni e inclinazioni.

A Casa Faranda il tempo scorre con cadenze ancestrali rallentate, avvolto dal profumo delle zagare. Il vento si manifesta improvviso, gonfiando le tende delle finestre con una presenza quasi tangibile. Un soffio capace di trasportare la mente lontano, fino a immaginare il ritmico e musicale frangersi delle onde sulla spiaggia di Tindari.

Questo articolo è estratto da Open Air 3. Sfoglia il magazine