CASE
Domain House

A Melbourne, Flack Studio reinterpreta una residenza Anni 30 attraverso un ampliamento discreto e contemporaneo. Con pareti in vetro, superfici materiche e accenti cromatici ispirati al modernismo europeo

Nel quartiere Domain di South Yarra, in cima a una collina che domina Melbourne, una facciata in stile Queen Anne degli Anni 30 si erge su un solido basamento in pietra. È qui che Flack Studio ha inserito un nuovo volume architettonico, celato alla vista dalla strada, capace di rileggere il passato attraverso un linguaggio contemporaneo ispirato al modernismo europeo.

Come molte abitazioni dell’epoca, la casa presentava una carenza di luce naturale e una distribuzione interna poco efficiente. “L’abitazione appartiene a una coppia di professionisti che ha vissuto e lavorato in diversi paesi prima di stabilirsi a Melbourne”, racconta David Flack. “Pur conservando dettagli storici di grande valore, gli ambienti risultavano chiusi e poco accoglienti”.

Da qui la decisione di rivedere completamente la pianta, fatta eccezione per la grande scala e il soggiorno, per migliorare la luminosità e rafforzare il rapporto con gli spazi esterni. “Volevamo creare un’esperienza dinamica e coinvolgente”, prosegue Flack. “Attraverso la variazione di materiali e tonalità, l’obiettivo era stimolare un senso di scoperta continuo”.

Il progetto preserva la facciata originale e gran parte della struttura interna. Invece di aprire completamente gli ambienti, la muratura è stata mantenuta per definire spazi distinti, messi in relazione da aperture studiate con precisione: una scelta che migliora sia l’efficienza termica che il comfort abitativo.

Per l’estensione contemporanea, lo studio si è ispirato alla Maison de Verre di Pierre Chareau. I blocchi di vetro, elemento distintivo dell’ampliamento, compongono pareti traslucide che filtrano la luce naturale garantendo al contempo privacy e isolamento. Le strutture in acciaio lasciate a vista richiamano il modernismo francese, mentre l’uso di pietra naturale, legno massello e metalli patinati rafforza il dialogo con l’eredità di Chareau.

Negli spazi comuni, piastrelle marocchine realizzate a mano, superfici in terrazzo e pavimenti in legno costruiscono un ricco fondale materico su cui si innestano pezzi di design e sculture dai colori vivaci. La cucina, caratterizzata da un piano in quarzite blu e arredi in rovere americano, si apre verso il cortile alberato progettato dallo studio Florian Wild, instaurando una relazione fluida tra interno ed esterno.

Al piano terra si trovano anche il soggiorno e una veranda soleggiata, definita da pareti color mandorla bruciata e separata dal resto della casa da una sequenza di archi. “Lo spazio è relativamente compatto”, spiega Flack, “per questo abbiamo lavorato su partizioni scultoree che distinguono le funzioni senza chiudere gli ambienti”. Nelle camere da letto e negli spazi più intimi, materiali morbidi come velluto, lino e lana introducono un’atmosfera più raccolta e domestica.

I bagni, invece, si distinguono per l’uso di mosaici giapponesi in tonalità scure, creando un contrasto con l’energia cromatica e giocosa delle aree giorno. “Questi cambiamenti di linguaggio”, conclude Flack, “sono pensati per evocare stati d’animo diversi, accompagnando chi vive la casa lungo un percorso sempre nuovo”.