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Una finca mediterranea

Vicino a Montpellier, una casa buia degli Anni 80 diventa una finca luminosa che si apre in continuità con il giardino mediterraneo. Una candida oasi dai rimandi etnici progettata da Baptiste Bohu

Mediterranea, intrisa di luce, dipinta di bianco e avvolta dal verde. A delinearla elementi etnici e motivi grafici che rimandano a viaggi in Marocco. Una villa di 200 metri quadrati situata su una collina a Saint Clément de Rivière, vicino a Montpellier nel sud della Francia, è stata completamente trasformata in una hacienda che impreziosisce la struttura tipica di una finca spagnola con pezzi di artigianato marocchino.

Autore del progetto di recupero è l’interior designer Baptiste Bohu, che sorprendentemente non ha studiato per diventarlo. Avviato a una carriera nella finanza dopo la laurea in economia, Baptiste si è lasciato trasportare dalla passione per il design e l’architettura e, anche grazie all’esperienza familiare nel settore immobiliare, nel 2008 ha fondato il suo studio internazionale.

Rientrato – e bloccato – in Francia nel 2020 a causa della pandemia, dopo aver vissuto e lavorato a Shanghai per anni, ha cercato la casa che sognava da tempo. La prima che ha visitato è stata proprio quella che ha comprato: una casa che versava in pessime condizioni. Costruita negli Anni 80, era una villa molto buia, senza aperture verso l’esterno.

scandita da archi, la villa configurata come una finca offre spazi outdoor a cielo aperto o riparati, pensati come piccoli e confortevoli salotti

Tuttavia Bohu ne ha subito scorto il potenziale. “Io amo ristrutturare più che costruire: è una sorta di riciclo, di creazione di qualcosa di bello da qualcosa di fatiscente”, spiega. “Sapevo esattamente cosa volevo fare in ogni stanza, dall’interno verso l’esterno”. E la trasformazione è stata totale.

Oggi la villa è un’oasi candida, impreziosita da una piscina e da un giardino mediterraneo. Le facciate sono state aperte per far entrare la luce naturale: interni ed esterni comunicano senza soluzione di continuità, stilisticamente e concretamente. Per restituire il sapore della finca, l’interior designer ha costruito archi su ciascun lato della casa, ridipingendo tutte le facciate di bianco e creando diversi spazi outdoor.

arredi realizzati in materiali naturali, declinati in tonalità terrose, allestiscono gli ambienti interni ed esterni. che evocano viaggi in marocco, accentuati da motivi grafici

Per l’arredamento si è invece ispirato ai suoi viaggi in tutto il mondo, ma soprattutto a quelli in Marocco, paese a cui è particolarmente legato. Lì ha fatto realizzare le ceramiche zellige per i bagni e alcuni mobili su misura. Non mancano lampade, ceramiche e tappeti scovati nei souk.

All’interno dell’abitazione, grandi porte scorrevoli permettono ai diversi ambienti di estendersi all’esterno. Se la sala da pranzo si espande in un patio conviviale scandito da archi e dotato di un piano snack dai decori grafici, il soggiorno, definito da tonalità e materiali naturali, offre un’incantevole vista sulla piscina contornata da pini marittimi. In un viaggio senza confini, tra Francia, Spagna e Marocco. Tra dentro e fuori.

Questo articolo è estratto da Open Air 3. Sfoglia il magazine