CASE
Kaleidoscopic House

La cucina in diretta connessione con il living per favorire il convivio, un unico colore per le superfici, elementi d’arredo essenziali: così studio Dot crea un’abitazione per una famiglia allargata, lasciando fuori il caos urbano

Una casa in scala di grigi. Lo studio Dot progetta un’abitazione per una grande famiglia, pensata per unire tre generazioni sotto lo stesso tetto. Gli interni iper minimali, sovvertono alcune regole tradizionali indiane.

La casa si trova a Surat, megalopoli da 6,5 milioni di abitanti, una tra le città più densamente popolate del mondo. Probabilmente come reazione opposta al caos urbano, la Keleidoscopic House offre un rifugio silenzioso, ordinato e tranquillo.

La pianta quadrata ha permesso agli architetti di ragionare liberamente sulla disposizione degli spazi. I professionisti hanno comunque tenuto conto del Vastu Shastra, un’antichissima disciplina – volgarmente chiamata Feng-Shui indiano – che si occupa della progettazione e dell’arredo delle casa in modo che sia in armonia con le leggi cosmiche e la natura.

L’esigenza maggiore, portata alla luce dalla matriarca, era quella di connettere la cucina con la zona giorno. Raccontano da Dot: “In molte famiglie indiane, la donna di casa dedica gran parte del suo tempo a prendersi cura degli altri. È lei che organizza i pasti, si occupa della salute di tutti e mantiene l’equilibrio della famiglia. Raramente si siede e condivide i momenti che lei stessa contribuisce a creare per loro. Questo ciò che è emerso durante il nostro primo incontro con i clienti e che ha influenzato con forza il concept”.

Da spazio marginale, la cucina è stata elevata al rango di fulcro sociale e spaziale della casa. Nella Kaleidoscopic House è un luogo aperto, dove la preparazione dei pasti, le conversazioni e la vita familiare quotidiana possono svolgersi contemporaneamente.

A favorire il lavoro degli architetti la pianta quadrata. L’ingresso sfalsato conduce direttamente al living centrale; la cucina si trova in un angolo, in diretta connessione con la zona pranzo. Sul perimetro sono state ricavate le camere e i bagni, pensate per garantire la privacy degli occupanti.

Gli interni sono una sorta di scatola grigia, estremamente essenziale. Tutto è monocromatico, con una gamma di sfumature davvero ridotta. Continuano da Dot: “La scelta dei materiali per l’involucro è minimalista e naturale: le pareti e il soffitto in cemento conferiscono un carattere strutturale, le porte e le finestre in teak aggiungono calore, mentre il pavimento in pietra di Kota levigata crea una superficie continua. Il tutto si fonde come una tela per gli interni, dove opere d’arte, mobili e tappeti apportano colore e texture, attenuando la pesantezza dell’architettura”.

Anche i pezzi d’arredo scelti sono iper-moderni e molti sono elementi riconoscibili, vere e proprie icone del design.