DESIGNERS AT HOME
A casa di Carlo Zanuso

La casa di Carlo Zanuso – proprietario e designer del fashion brand
Pomandere – in una palazzina liberty nel centro di Thiene.
Uno spazio dallo stile lieve e nostalgico

P­­iano nobile di una palazzina liberty di fine Ottocento nel cuore di Thiene, poco distante da Vicenza. Centoventi metri quadrati a cui si accede salendo una preziosa scala di gradini in marmo con dettagli floreali in ferro battuto, subito oltre l’androne affrescato. È qui che vive Carlo Zanuso, giovane imprenditore e designer del marchio di prêt-à-porter femminile Pomandère.

Siamo in pieno centro ma dalle finestre si vedono solo alberi: “un giardino rigoglioso di piante secolari che abbracciano letteralmente la casa. È ciò che rimane della proprietà terriera di cui il villino faceva parte”, racconta Carlo.

Varcata la soglia, l’appartamento conserva intatto il fascino del tempo: ampi locali dagli alti soffitti decorati con rami e fiori di magnolia, gli infissi originali con i vetri fatti a mano, i termosifoni in ghisa, il vecchio parquet color miele e il seminato alla veneziana. Un tesoro unico nel suo genere a cui il designer da vero esteta si è subito affezionato.

“Perfetto così come l’avevo trovato. In precedenza però, essendo un’unica abitazione, la cucina e la zona giorno occupavano il piano rialzato, mentre la scala, a uso interno, portava alle stanze private”, spiega. “Oggi, anche se i locali ricalcano quelli di una volta, ho condensato tutto su un unico piano”.

Per mantenere intatto il sapore bon ton e assecondare l’anima del luogo Zanuso ha usato tinte chiare e delicate alle pareti con gli infissi grigi, i portali salvia e burro e i decori dei soffitti. Enfatizzando con discrezione, senza osare. Eccezion fatta per la nota di grigio piombo di bagno e cucina. L’arredo è minimal, niente di troppo avveniristico.

“Sono attratto dalle linee pulite e armoniche, credo siano sinonimo di ordine ed equilibrio. Prendi il living: ci sono la lampada Taccia dei fratelli Castiglioni, la sospensione in carta giapponese di Isamu Noguchi e i divani Ghost di Paola Navone. Designer differenti, classici e contemporanei, che sento collegati fra loro”, accanto a ricordi di viaggi e trouvailles recuperate nei mercatini delle pulci. “Mi piace curiosare alla ricerca di rarità”, confessa.

In effetti la sua collezione di vecchi piatti di ceramica di ogni foggia e dimensione cresce di giorno in giorno. Uno stile ben preciso quello di Carlo – lieve, raffinato e un po’ nostalgico -, lo stesso che trasferisce nei progetti di abbigliamento del suo brand Pomandère, nato nel 2008 sulle orme della piccola azienda di camiceria artigianale di famiglia.

“Vengo da un paese di filande e lanifici che vanta un forte sviluppo industriale. È stato naturale per me, immerso da sempre in questo mondo, inserirmi nella scia dei miei genitori”. Così, subito dopo gli studi in economia a Milano cambia strada e si butta nella nuova avventura.

Pomandere propone una visione decontratta dell’eleganza. Informale e ricercata al tempo stesso. Fatta di materiali e colori naturali e delicati. Si direbbe qualcosa di classico, rispettoso del passato ma con un tocco contemporaneo. Il tocco di Carlo.