In Corsica, Orma Architettura firma Mylos, un hotel che si inserisce nella collina con volumi terrazzati, tetti verdi e cementi ottenuti dal riutilizzo del materiale di scavo
A Cargèse, sulla costa occidentale della Corsica, le case dai tetti in terracotta si raccolgono sulla collina affacciata sul golfo, attorniate da una matassa di strade in pendenza che si snodano verso il porto. La luce intensa dell’estate mette in risalto i toni caldi delle facciate, il verde argentato degli ulivi che punteggiano i giardini e non da ultimo il blu del mare.
È in questo paesaggio compatto, dominato dalla presenza del Mediterraneo, che si inserisce Mylos, hotel di trentacinque camere di nuova costruzione. Progettato da Orma Architettura e completato negli interni da Dorothée Meilichzon, l’hotel nasce da una ricerca attenta sul rapporto tra edificato e paesaggio.
“Mylos”, in greco “mulino”, richiama i resti dell’antica struttura che domina la collina e anticipa il dialogo progettuale tra cultura ellenica e identità corsa
Le aree della struttura sono distribuite tra un edificio principale e due volumi terrazzati. La composizione segue la forte pendenza del lotto e riprende concettualmente, in scala ridotta, l’organizzazione del borgo, fatta di percorsi, gradinate e passaggi che accompagnano lo sguardo verso il mare.
Osservato dall’alto, Mylos appare come una successione di corpi bassi, assorbiti dalla collina. Il progetto del paesaggio contribuisce in modo determinante a questa integrazione. Ulivi, lentischi, mirti ed elicrisi – in alcuni casi rimossi prima del cantiere e poi riposizionati – tracciano i percorsi e le aree comuni, fino a popolare parte delle coperture.
I tetti verdi e le superfici esterne permeabili favoriscono il drenaggio naturale dell’acqua piovana e rafforzano la continuità tra architettura e contesto. A tal proposito, la ricerca sui materiali è uno degli aspetti più significativi del progetto.
I materiali di scavo sono stati riutilizzati per creare due miscele di cemento: una nella tonalità naturale del terreno, l’altra arricchita da frammenti di terracotta, come un moderno cocciopesto
La realizzazione dell’hotel ha richiesto importanti operazioni di scavo e Orma Architettura ha scelto di trasformare quel materiale in una risorsa. La terra e gli inerti estratti dal sito sono stati riutilizzati per sviluppare due diverse miscele di cemento: per i corpi terrazzati è stato utilizzato un calcestruzzo “a secco”, compatto e stratificato, con una superficie ruvida che conserva la tonalità naturale del terreno; per gli altri volumi è stato invece messo a punto un cemento più fluido, sempre ottenuto con materiale di scavo e arricchito da frammenti di terracotta.
L’effetto ricorda un cocciopesto contemporaneo: una materia vibrante, punteggiata da inclusioni rossastre che richiamano i tetti di Cargèse e la tradizione costruttiva mediterranea. Le superfici raccontano così l’origine dell’edificio, e pareti, setti e volumi sembrano modellati con la stessa terra su cui poggiano, in una continuità cromatica e materica con la collina.
Tra gli spazi all’aperto, la piscina si apre verso il mare come una terrazza sospesa. Le linee morbide, i toni caldi delle superfici e gli arredi in una palette solare ne fanno uno spazio contemplativo, pensato per prolungare il rapporto visivo con l’orizzonte.
Ulivi, lentischi, mirti ed elicrisi tracciano i percorsi e le aree comuni, fino a popolare parte delle coperture
Negli interni, Dorothée Meilichzon sviluppa un linguaggio che riprende i colori e le suggestioni del contesto: le tonalità dell’avorio, della sabbia, della terracotta e del verde si alternano a intonaci materici, legni, marmi venati e tessuti naturali. Archi, nicchie e dettagli scultorei evocano con raffinatezza l’immaginario ellenico.
Anche alcuni dettagli d’arredo contribuiscono a questa narrazione, tra tavoli con maniglie che ricordano le anfore, motivi decorativi ispirati alle onde e tessuti che fanno riferimento al mondo marinaro e pastorale dell’isola. Anche le camere mantengono un’atmosfera luminosa e raccolta, con arredi disegnati su misura e una forte attenzione alla tattilità delle superfici.
Mylos racconta così un’idea di ospitalità profondamente legata alla Corsica. Un progetto in cui l’architettura accompagna il paesaggio con rispetto, lasciando che siano la terra, la vegetazione e il mare a definire completamente il carattere dell’esperienza.
Questo articolo è estratto da Guest 41. Sfoglia il magazine