Adagiato sul pendio scosceso di una montagna e protetto da una foresta di conifere, l’hotel progettato da Wilburban Architects sembra fluttuare tra le chiome degli alberi.
Come una presenza silenziosa nel paesaggio che bilancia geometrie e luce
A soli sessanta chilometri dal centro di Chongqing, nella regione montuosa di Banan, il Xanadu Chongchongshan hotel firmato da Wilburban Architects si configura come un rifugio in cui il confine tra città e natura si dissolve. Integrato con sensibilità tra le cime e le fitte foreste di conifere, il complesso rappresenta un esempio eloquente di come l’architettura possa fondersi con il paesaggio, dando vita a un’esperienza immersiva e multisensoriale.
Il sito si sviluppa lungo un crinale montuoso dalla morfologia complessa, segnato da forti dislivelli e da un unico sentiero pianeggiante in quota. Chi lo attraversa si ritrova avvolto da abeti alti e slanciati che alterano la percezione spaziale, amplificando la sensazione di smarrimento e di simbiosi con la natura.
L’edificio principale si distingue per una facciata concava dalla geometria sferica che riecheggia la forma della piazza antistante. Questo dispositivo formale crea un’interazione fluida tra architettura e spazio pubblico, trasformando il volume costruito in un fondale scenico per attività collettive, rafforzandone il valore simbolico e comunitario.
L’accesso avviene attraverso una grotta fiocamente illuminata, che apre il percorso a una narrazione spaziale orchestrata con precisione. Da qui si accede a una sala da pranzo dagli alti soffitti, avvolta dagli alberi. Due itinerari, complementari e interconnessi, permettono di proseguire verso la copertura: una scala sospesa esterna e una torre a spirale conducono al rooftop, superando le chiome degli alberi. Menre una passerella aerea consente di attraversare lo spazio dall’alto, rivelando scorci panoramici sul paesaggio montano.
Xanadu Chongchongshan si articola in quattro edifici bianchi distribuiti lungo le curve di livello e in sei case sull’albero nascoste tra i pini, disposte come in una griglia arcaica che avvolge la piazza centrale. La composizione spaziale evoca un ordine rituale, in cui l’architettura non domina ma si inserisce con discrezione nel contesto.
Le forme essenziali, le superfici murarie piene interrotte da aperture calibrate e le ombre in movimento proiettate dai rami rendono l’architettura permeabile all’ambiente. Le pareti diventano superfici vive, capaci di registrare le variazioni della luce e l’energia del bosco. Un padiglione isolato, nascosto sul versante opposto della montagna, si mimetizza tra i cedri e con il suo tetto geometrico, che sembra sospeso tra i rami, si presenta come una presenza eterea e fugace, in perfetta armonia con la vegetazione.
Attraverso la composizione formale, il ritmo degli spazi e l’equilibrio tra tensione e rilascio, il progetto va oltre la costruzione materiale, in cui luce, aria e natura diventano elementi strutturali. Xanadu Chongchongshan è un manifesto del potenziale poetico dell’architettura quando dialoga in modo autentico con il paesaggio. Bilanciando geometria, luce e ordine spaziale, Wilburban Architects ha dato vita a un santuario capace di elevare l’esperienza umana attraverso un’intima connessione con il mondo naturale.