Arjaan De Feyter trasforma un padiglione sulla costa belga in uno spazio ibrido, a metà tra abitazione e galleria d’arte. Dove il giardino diventa un’estensione a cielo aperto dell’architettura e le opere entrano a far parte della vita quotidiana
Nel tranquillo contesto residenziale di Knokke, sulla costa belga, Art Pavilion, progettato dall’architetto Hans Christian Demyttenaere, dall’interior designer Arjaan De Feyter e dal paesaggista Dominique Eeman, interpreta in modo inedito il rapporto tra arte e abitare. Trasformando una collezione privata in parte integrante della vita quotidiana.
L’intervento prende forma quando il committente acquisisce il lotto adiacente alla propria abitazione. Questa opportunità consente di ripensare completamente il sito: il volume esistente viene demolito per lasciare spazio a un nuovo padiglione immerso in un paesaggio continuo che oggi collega le due proprietà.
Alle origini di Art Pavilion si trova anche una storia familiare. Il padre del committente, appassionato collezionista d’arte, aveva realizzato nel proprio giardino un museo privato e accolto per anni artisti e creativi nella sua casa. Il nuovo padiglione raccoglie e aggiorna quell’eredità.
L’obiettivo non era realizzare una galleria tradizionale. Il progetto evita deliberatamente la neutralità tipica degli spazi espositivi per costruire un ambiente caldo e accogliente, pensato per lavorare, ricevere ospiti o semplicemente ritirarsi a fine giornata. Un grande tavolo conviviale, un bar monumentale, un camino e ampie zone lounge definiscono uno spazio che Arjaan De Feyter descrive come un vero e proprio “interior serale”.
L’esterno si distingue per una presenza scultorea e allo stesso tempo profondamente radicata nel contesto. Il volume, caratterizzato da una copertura in paglia e da un articolato sistema di falde incrociate, utilizza pietra naturale color sabbia. Il risultato è un’architettura essenziale che richiama la tradizione locale attraverso un linguaggio contemporaneo.
All’interno, invece, pareti in pietra naturale, superfici in rovere realizzate su misura e inserti in acciaio inox costruiscono un ambiente sofisticato, acceso da una scala elicoidale in acciaio blu, concepita quasi come una scultura.
La palette cromatica privilegia tonalità profonde di marrone e blu che amplificano il carattere teatrale degli interni e valorizzano le opere esposte. L’arte, infatti, accompagna costantemente la vita quotidiana. Il visitatore può incontrare il Self Portrait di Gustave De Smet all’inizio della giornata, conversare attorno a un tavolo dominato da un paesaggio espressionista di Constant Permeke oppure scoprire le sculture di Jan Fabre, Rik Poot e Jean-Michel Folon durante una passeggiata nel giardino.
Il paesaggio progettato da Dominique Eeman svolge un ruolo fondamentale. I giardini della casa originaria e del nuovo padiglione si fondono in un unico sistema continuo attraversato da percorsi in basalto che si insinuano tra prati, siepi ed essenze vegetali. Le opere d’arte compaiono gradualmente lungo il percorso: tra i rami degli alberi, riflesse nelle superfici vetrate o celate tra la vegetazione. Il giardino diventa così un’estensione a cielo aperto dell’architettura, mantenendo lo stesso equilibrio tra sobrietà e ricchezza che caratterizza gli interni.