DESIGNERS AT HOME
A casa di Pamela Makin

La casa della designer Pamela Makin è un’oasi di pace in cui esterno e interno si confondono. E in ambienti dominati dal bianco, una scultura-albero dialoga con arredi dalle linee minimal

Sulla costa a nord di Sydney, la casa dell’interior designer australiana Pamela Makin e del marito, lo scultore americano Reginald Byrne, è un’oasi di pace lontana dal caos cittadino, direttamente affacciata sulla spiaggia. Una scatola di vetro con vista mare: la si potrebbe definire così, osservando le linee essenziali del guscio esterno dipinto di nero e gli interni giocati su stratificazioni di bianco con accenti black, arredati con mobili d’impronta minimalista e opere d’arte, oltre che con manufatti naturali.

«Ho sempre saputo cosa volevo: una grande stanza aperta» afferma Makin, che gestisce Les Interieurs, il suo showroom di interior design, nel vicino sobborgo di Newport. Di qui la scelta, in fase di restauro della proprietà, di eliminare le porte e conservare pochi muri, e di sostituire le finestre a fisarmonica con grandi vetrate scorrevoli, così da creare un flusso continuo tra il paesaggio e lo spazio architettonico. Va nella stessa direzione la decisione di dipingere sia i pavimenti in legno dell’abitazione sia la pedana outdoor di un bianco intenso, aumentando il senso di leggerezza e ariosità dell’insieme, al punto che una volta varcato l’ingresso l’impressione è di essere sospesi sull’acqua.

Tutto era semplice e doveva rimanere semplice, questa l’idea di partenza di Makin e Byrne, che per questo motivo non hanno voluto affidare a un architetto il progetto di restyling, ma se ne sono occupati personalmente unendo le loro competenze e visioni. «Lavoro quasi sempre con una tavolozza di bianco mescolata con tocchi di nero e con i toni caldi del legno» spiega Pamela a proposito delle cromie e dei materiali dominanti nell’appartamento.

Dal canto suo, per abbellire la zona giorno, Reginald ha realizzato una scultura-albero con il tronco di una pianta bruciata in un incendio, recuperata e rimontata sul posto. «È come se stesse crescendo attraverso il soffitto» dice lo scultore, che ha portato la natura tra le mura di casa non solo con questo pezzo, ma anche con sculture fatte di viti intrecciate. In questa cornice, gli arredi miscelano rustico e moderno, artigianato e design contemporaneo, superfici grezze e lisce, dando vita a composizioni suggestive.

Vedi il tavolo da pranzo in rovere grigio dalla sagoma insolita, su cui pende un gruppo di lampade di Ronan ed Erwan Bouroullec, caratterizzate da cavi a vista che paiono liane. O ancora, il tocco esotico dato dagli oggetti thailandesi in salotto, dove campeggia il divano in lino bianco di Paola Navone. Non manca un giardino di bambù, felci, palme e pini marittimi a lambire la camera da letto, laddove il bagno, impreziosito da una lunga mensola ricavata da una spessa lastra in noce riciclata e da una vasca a tinozza dal sapore vintage, è stato concepito come un rifugio immerso nella natura. E al di là delle pareti trasparenti, il fogliame regala un effetto giungla.