HOTEL
Mood post industriale

Architettura industriale e design contemporaneo si incontrano e partecipano alla creazione di una scena inedita. Grazie al lavoro di Eric Lee e studio Oad

Materiali e forme plasmati da un sapiente progetto architettonico si trasformano in una vera e propria esperienza di vita nel 1979 Plant Boutique Hotel disegnato dallo studio Oad con Eric Lee. Un hotel che trova spazio in una vecchia fabbrica, eredità della strategia cinese della terza linea risalente agli Anni 70, tra le montagne di Wushan Town nella contea di Dayi a Chengdu. Alla base del progetto c’è quindi l’inevitabile incontro del vecchio e del nuovo alla ricerca di un unico scenario in grado di fondere i due linguaggi.

Gli architetti si sono così confrontati col passato e, nella contrapposizione tra la frammentaria bellezza della struttura e il design contemporaneo degli elementi aggiunti, hanno ritrovato un sapore speciale. È nato così un luogo eterogeneo ma coerente nelle diverse parti che lo compongono, in totale armonia con il paesaggio circostante fino quasi a scomparire per favorire l’esperienza spaziale.

L’hotel si divide in tre grandi aree: la zona bar strettamente connessa alla hall di ingresso, la parte dedicata agli ospiti e vari spazi multifunzione. Fulcro visivo e spaziale è la lobby collegata all’entrata principale dove gli infissi in metallo e le particolari luci decorative enfatizzano lo stile industriale della struttura originaria lasciata a vista.

Muri scrostati e soffitti sbiaditi diventano così tratti distintivi dell’intero spazio con cui dover fare i conti, una scelta progettuale che si rifà alla filosofia wabi-sabi giapponese individuando nella semplicità e nella transitorietà la bellezza del tempo che passa e tutte le sue imperfezioni. Diversa è invece l’atmosfera del ristorante inserito in un edificio completamente nuovo che, a livello compositivo, richiama idealmente gli ingranaggi dell’antica fabbrica.

Un ambiente dinamico caratterizzato da grandi aperture vetrate e forti contrasti in metallo, il tutto accompagnato da un’illuminazione giocosa e da caldi elementi in legno che dialogano con l’esterno. Questo particolare rapporto con le montagne e la natura è stato ricercato anche nella progettazione delle camere da letto, sistemate intorno alla piscina in diverse direzioni e classificate in sei tipologie a seconda del panorama di cui si gode e delle caratteristiche architettoniche.

L’utilizzo dei tetti spioventi – che richiamano le colline – e la combinazione di vetro e metallo con la struttura originaria in mattoni e cemento riflettono l’anima del luogo. Dove un mix di fabbricati d’altri tempi e architettura contemporanea costituiscono gli ingredienti base per una ricetta ben riuscita.

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