A Londra, lo studio Bindloss Dawes rinnova una casa vittoriana con un audace ampliamento in cemento e legno. Ispirandosi al brutalismo tropicale dello Sri Lanka, alle case moderniste di Los Angeles degli Anni 50 e a una palette di colori nordici
Nel cuore di Stoke Newington, affacciata sul verde di Clissold Park, una casa vittoriana segnata dal tempo ritrova nuova vita grazie all’intervento dello studio Bindloss Dawes. L’abitazione, situata nella zona protetta di Lordship Park, è stata oggetto di un restauro radicale che ne preserva il fascino originario, integrandolo con un ampliamento contemporaneo in cemento e legno a vista.
Acquistata inizialmente come progetto di riqualificazione dalla designer svedese Emma Dahlman e dal marito Nick Illston, la dimora si è presto trasformata nella loro residenza familiare definitiva.
Dopo decenni di incuria, aggravati dai danni dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale e dai cedimenti dovuti alle radici degli alberi, la casa necessitava di un intervento strutturale profondo.
Per rispondere a queste criticità, Bindloss Dawes ha adottato un approccio innovativo: l’inserimento di una struttura cruciforme in cemento armato al centro dell’edificio, una sorta di “sistema nervoso centrale” che sostiene la parete posteriore e diventa l’elemento cardine della nuova estensione.
Gettato in opera e lasciato a vista, il cemento rivela le impronte delle casseforme in legno in un gioco materico. “Volevamo celebrare questa nuova struttura, che è vitale per sostenere l’edificio e al tempo stesso ne definisce il linguaggio contemporaneo”, spiega l’architetto George Dawes, cofounder dello studio.
L’intervento ha trasformato completamente il retro della casa, aprendo la zona giorno verso il giardino attraverso ampie vetrate scorrevoli e due grandi aperture in mattoni. Un patio su più livelli, realizzato in cemento sospeso e laterizio, accompagna la transizione tra interno ed esterno, creando una relazione fluida con il paesaggio. I mattoni dai toni caldi riprendono le cromie delle facciate originali, rafforzando la continuità tra passato e presente.
All’interno, l’ampliamento ospita una grande zona giorno con soffitti alti oltre quattro metri, mentre la distribuzione originaria è stata ripensata: al piano terra si trovano gli ambienti conviviali, il primo piano accoglie quattro camere e relativi bagni, il sottotetto è stato trasformato in suite padronale con vista sul parco e nel seminterrato trovano spazio una sala cinema e una palestra.
Il progetto si distingue per una raffinata sintesi materica e luminosa. Dahlman, che ha collaborato con lo studio per gli interni, si è ispirata al brutalismo tropicale dello Sri Lanka e alle architetture moderniste californiane degli Anni 50, reinterpretandoli con una sensibilità nordica. Le superfici grezze del cemento sono ammorbidite dal rovere naturale delle travi a vista, dei mobili su misura e dei pavimenti trattati con olio e lisciva, secondo la tradizione scandinava.
La luce naturale filtra tra le travi del tetto e scorre sulle pareti, amplificando la sensazione di apertura. Ottone non trattato, tessuti morbidi e superfici opache completano la palette, pensata per evolversi nel tempo.
Anche le camere e i bagni proseguono questa narrazione tattile e sensoriale, con tonalità neutre e texture morbide. L’elevata massa termica del cemento garantisce comfort durante tutto l’anno, accumulando calore nei mesi invernali e mantenendo freschi gli ambienti in estate.