Nella Valle de Guadalupe, tra vigneti, uliveti e paesaggi desertici, Olson Kundig scompone un’abitazione tradizionale in una costellazione di piccoli padiglioni immersi nella natura
Tra le montagne e i vigneti della Valle de Guadalupe, nel nord della Baja California, El Grove Family Home nasce come un piccolo villaggio contemporaneo immerso nel paesaggio agricolo messicano. Progettata da Olson Kundig, la residenza si inserisce in uno dei territori più affascinanti del paese, una regione celebre per la produzione vinicola, per la cultura gastronomica e per un paesaggio che alterna distese coltivate, uliveti e colline aride modellate dal vento.
Per Tom Kundig, founder dello studio, il progetto rappresenta prima di tutto una riflessione sul rapporto tra architettura e territorio. “La terra è più importante dell’architettura”, spiega. Più che occupare il sito, infatti, la casa sembra adattarsi ai suoi ritmi e alle sue caratteristiche, lasciando che sia il paesaggio a guidare le scelte progettuali.
La proprietà occupa un lotto triangolare immerso nella campagna. Una sequenza ordinata di circa cento ulivi introduce all’ingresso e richiama la storica tradizione olivicola della valle. Attorno al perimetro corre un muro in blocchi di calcestruzzo che definisce i confini senza chiudersi completamente al contesto. Le aperture tra gli elementi lasciano filtrare luce e ombre e consentono il passaggio della fauna locale.
L’accesso avviene attraverso un cancello giallo acceso che interrompe la palette neutra di cemento, acciaio e vetro. Da qui prende avvio una passerella sopraelevata in legno che attraversa gli alberi e conduce al cuore della proprietà.
“L’abitazione è concepita come un villaggio diffuso che integra architettura e paesaggio nel contesto agricolo della valle”, spiega Kundig. Invece di concentrare tutte le funzioni in un unico volume, il progetto scompone la casa in una serie di edifici indipendenti collegati da percorsi esterni. Una scelta che permette di vivere costantemente il clima, la vegetazione e la luce del luogo.
Il volume principale ospita la cucina e la zona giorno all’interno di una struttura in acciaio annerito caratterizzata da soffitti contenuti e da un grande camino sospeso. Una piattaforma esterna coperta prolunga gli ambienti verso l’esterno, creando zone d’ombra e spazi di incontro affacciati sul paesaggio.
“Per certi versi penso a questa casa come a un’unica struttura che è stata separata e dispersa nell’ambiente naturale”, racconta l’architetto. Le camere da letto si distribuiscono infatti in piccoli edifici autonomi che garantiscono privacy e indipendenza. Le due unità destinate agli ospiti, utilizzate oggi come camere per i figli, si aprono su cortili privati e inquadrano le montagne circostanti attraverso ampie aperture angolari.
Il complesso adotta un linguaggio architettonico essenziale. Blocchi di cemento, acciaio, vetro e legno definiscono volumi sobri che richiamano le architetture agricole della regione. “Materiali comuni come blocchi di muratura e compensato vengono utilizzati in modi non convenzionali per rendere speciale un luogo”, osserva Kundig.
Negli interni, toni caldi del legno, superfici materiche e dettagli realizzati da artigiani locali convivono con la collezione di arte contemporanea messicana dei proprietari. L’abitazione assume così il carattere di una vera e propria galleria domestica. “La casa diventa un luogo d’incontro per artisti e creativi, favorendo una connessione tra gli abitanti, il territorio e la comunità culturale locale”, sottolinea Kundig.
La residenza, inoltre, raggiunge l’autosufficienza energetica grazie a un impianto fotovoltaico integrato, mentre il sistema di gestione delle acque sfrutta la naturale permeabilità dei terreni sabbiosi della valle per favorire la ricarica della falda acquifera. Un vecchio serbatoio recuperato diventa invece una piattaforma panoramica da cui osservare il paesaggio e il cielo stellato che caratterizza la regione desertica.
Attorno agli edifici, ulivi, lavanda e specie autoctone resistenti alla siccità modellano un giardino che richiede interventi minimi. Una piscina ricavata da una tradizionale vasca per l’abbeveraggio del bestiame, tipica dei ranch texani, rafforza il legame con il mondo rurale. Sentieri, terrazze e piccoli rilievi di terra completano il paesaggio, progettato per apparire spontaneo e selvaggio.