RECUPERO
Heritage Cottage London

Hans Verstuyft rinnova un cottage londinese del XVII secolo recuperandone l’essenza senza ricostruzioni nostalgiche. Materiali patinati, arredi vintage e un’organizzazione spaziale pragmatica danno vita a un rifugio che rivela la sua storia

Nel quartiere di Hampstead, nel nord di Londra, l’architetto belga Hans Verstuyft affronta il paradosso della conservazione quando l’identità interna di un edificio storico è ormai perduta. Il progetto, quindi, non tenta una ricostruzione filologica né una messa in scena nostalgica: sceglie invece una via che riconosce la mancanza, restituendo autenticità attraverso materiali antichi recuperati e un linguaggio architettonico misurato.

L’esterno, con le quattro caratteristiche falde a spiovente, è stato preservato e costituisce la matrice volumetrica dell’intervento. Al piano superiore questi profili definiscono quattro camere da letto, ognuna modellata sulle geometrie inclinate del tetto, trasformando un vincolo strutturale in qualità spaziale. Ogni stanza ha un proprio bagno, reso unico dalla scelta di lavabi in pietre diverse, a sottolineare la ricerca di individualità e caratterizzazione.

Al piano terra, il precedente ampliamento della cucina è stato completamente ripensato. La nuova estensione curva, luminosa e aperta sul giardino, ospita una cucina-scultura in pietra e legno, concepita più come un arredo che come elemento funzionale.

La distribuzione interna nasce da esigenze pratiche – circolazione chiara, zone di servizio definite, spazi di convivialità calibrati – restituendo coerenza alla scala domestica del cottage, pensato come un rifugio per ospiti all’interno della più ampia proprietà di Grove Lodge.

Il trattamento degli interni cerca una continuità sensibile tra passato e presente senza cadere nell’imitazione. Materiali patinati – antiche travi di quercia recuperate, pietre provenienti dai gradini di un castello belga, cotto antico – introducono una profondità temporale reale.

Mentre le superfici nuove adottano un’estetica sobria, quasi silenziosa, che dialoga con la materia esistente senza sovrastarla. Anche l’arredo segue una logica di discrezione e autenticità: pezzi vintage, oggetti selezionati con cura, cromie ispirate a Giorgio Morandi, elementi su misura progettati dallo studio, come la libreria a telaio o le lampade SpotOn.

Nulla è decorativo in senso superfluo, tutto contribuisce a costruire un ambiente che respira storia pur rimanendo contemporaneo. L’intervento di Verstuyft non tenta di replicare ciò che è andato perduto: reinventa un’identità coerente, fondata sulla sincerità dei materiali e sulla qualità dello spazio, offrendo al cottage un nuovo presente, ma saldamente radicato nelle sue origini e nella storia.