A Kypseli, zona residenziale vicina al centro di Atene, la casa con galleria d’arte progettata dall’architetto Dionisis Sotovikis nasce dall’unione di un edificio modernista del 1956 e di una vecchia casa edificata nel 1928
Vicino al centro di Atene, la zona di Kypseli è molto affascinante, con edifici Anni 60 e 70. ll taxi si ferma in prossimità di una facciata di chiaro stampo modernista, molto diversa da quelle che la circondano. Entriamo da una piccola porta in vetro, e ci troviamo in uno spazio a doppia altezza, una scala appesa ci accompagna al primo piano, e poi al secondo.
Dionisis Sotovikis è architetto, ha acquistato le due proprietà, una adiacente all’altra, salvandole dalla demolizione e trasformandole nella sua abitazione. Il racconto è affascinante, l’edificio in cui ci troviamo è una testimonianza del modernismo greco ed e stato progettato da Aristomenis Provelengios, collega di Le Corbusier.
L’edificio adiacente, invece, è una casa costruita nel 1928. Entrambi erano destinati alla demolizione, ma Sotovikis è riuscito a preservarne l’integrità storica e architettonica, senza stravolgimenti formali. “L’idea era quella di conservare gli spazi come venivano abitati originariamente, ma con un approccio contemporaneo” racconta Sotovikis.
La combinazione tra l’atelier del 1956 e la casa del 1928 ha così creato un contrasto affascinante. “Gli edifici sono uniti dalla loro storia,” spiega l’architetto. “Collegandoli fisicamente ho messo in evidenza il contrasto tra due stili, molto diversi fra loro”.
Le architetture sono infatti collegate dal basement e al secondo piano attraverso una porta segreta, creando un effetto sorpresa. Nell’edificio più antico, al piano terra, sono esposte fotografie, resti architettonici, ed è a tutti gli effetti uno spazio espositivo.
Al secondo piano, invece, troviamo il living e la zona notte di entrambi gli edifici, dove le opere d’arte dominano gli spazi, infatti fino al 2013 lo spazio era adibito a galleria d’arte e anche oggi continua a ospitare mostre.
“Il mio obiettivo è dimostrare che la vera architettura è il risultato di quello che chiamo sentimental building, un concetto che valorizza l’emozione nell’architettura, mettendo in primo piano la connessione emotiva tra gli spazi e chi li vive”, spiega Sotovikis.
“Voglio mostrare che l’architettura non è solo funzionalità, ma anche memoria, emozione e storia”. Infatti, il suo progetto sull’architettura si sviluppa non solo attraverso l’intervento diretto sugli edifici, ma anche con la creazione di un’organizzazione che si occupa della registrazione, promozione e protezione di opere architettoniche di valore in Grecia e nel resto del mondo.
È determinato nel voler trasmettere questa conoscenza, educando alla bellezza e alla necessità di preservare il patrimonio culturale. In un mondo in cui il cambiamento è costante e l’architettura spesso si piega alle esigenze del mercato, Sotovikis ci invita a riflettere sul valore della memoria e sull’importanza di mantenere il legame con il passato.
Questo articolo è estratto da The Book 31. Sfoglia il magazine