CASE
Luce e lava

Tra le architetture tradizionali delle Canarie e il paesaggio lunare di Lanzarote, la progettista Patricia Betancort Ramos e suo marito José hanno ridato vita a un’antica casa rurale. Dove il patio è uno spazio aperto e vivente

Una casa nel centro di Teguise, sull’isola di Lanzarote, racconta una storia di famiglia, di intuizioni e azioni lente e di un forte legame con la terra. Un tempo dimora contadina, oggi è il rifugio dell’architetto e designer Patricia Betancort Ramos e di suo marito José, che, insieme ai loro tre figli e due cani, hanno scelto questo luogo come teatro di un modo di abitare essenziale, profondamente radicato nella tradizione e nella natura – vulcanica e selvatica – dell’isola.

La struttura, che risale ad almeno il 1900, appartiene da generazioni alla famiglia di José e incarna con eleganza il tipico stile missionario rurale di Lanzarote: un impianto semplice e raccolto con una sola elevazione. Il progetto di recupero dell’abitazione, abbandonata e caduta in rovina, ha richiesto una sensibilità speciale e un approccio rispettoso.

Abbandonata da anni, la dimora è stata recuperata grazie a un restauro rispettoso e sostenibile. guidato dalla luce naturale e da una profonda connessione con l’ambiente

L’obiettivo di Patricia e Josè era chiaro: aprire gli spazi alla luce naturale, eliminare materiali nocivi, esaltare ciò che era già esistente. La ricerca dei materiali è stata una delle sfide più complesse, poiché la pietra e la calce, un tempo estratte in loco, oggi sono quasi introvabili a causa delle restrizioni ambientali.

Si è quindi scelta la via del riuso e della collaborazione con artigiani del posto. Travi diventate mensole, pietre reinventate in lavabi e scale, vecchie fontane riadattate per nuovi usi: ogni elemento è stato recuperato con cura e creatività. Tutti i materiali impiegati rispecchiano un’estetica e una filosofia sostenibili.

Protagonista però è la luce, dispiegata con maestria in ogni ambiente. E il patio con giardino: uno spazio aperto e vivente dove natura e abitare si fondono armoniosamente in un’oasi di quiete. Qui il terreno vulcanico, noto localmente come rofe, gioca un ruolo fondamentale nel mantenere l’umidità sottostante, sostenendo la vegetazione rigogliosa.

“Crediamo in un’architettura in cui la luce diventa energia trasformativa e i materiali vengono scelti con consapevolezza, rispettandone la purezza e la capacità di invecchiare con grazia”

Sparse qua e là, grandi pietre di basalto vulcanico, scolpite a mano e cariche di storia, un tempo utilizzate come mangiatoie per gli animali, conferiscono al paesaggio una connessione autentica con il passato e l’identità dell’isola. Nel patio privato delle camere da letto, dove si erge maestoso un ulivo, a spiccare è una fontana ricavata da un’antica grondaia in legno, oltre a una destiladera, tradizionale filtro d’acqua in pietra proveniente dalla zona di Papagayo.

Nel giardino, è il tavolo Kettal il fulcro dei momenti conviviali. Restaurati, gli arredi vintage – sedie e tavoli in vetroresina degli Anni 60 – conservano il loro fascino rétro, mentre le ceramiche sono state create a mano da Joaquín Reyes. Le lampade realizzate con fibra di palma dal cestaio Eulogio Concepción completano un quadro di artigianalità autoctona, ricercata e ispirata, in perfetta sintonia con la natura, plasmata e lunare, circostante.

Questo articolo è estratto da Open Air 3. Sfoglia il magazine